con chi lavoro
l'unico corpo perfetto è quello in cui ti senti bene
Non lavoro con un tipo di donna e non ho un'età di riferimento. E non parto mai dal corpo: parto dalla testa, perché è lì che si decide se una cosa durerà. Il corpo viene dopo, e viene da sé.
le neo mamme
Il corpo non è più quello di prima e non è ancora niente di nuovo. Dormi poco, mangi in piedi, e ogni volta che ti prendi un'ora ti senti in colpa per qualcosa. Non devi recuperare il tempo perduto: ti serve qualcosa che stia dentro la tua giornata vera, e qualcuno che non ti faccia mai sentire in ritardo.
dopo i quaranta
Ti hanno detto che ormai è tardi: il metabolismo, gli ormoni, l'età. Non è tardi, cambia il modo. I pesi a quarant'anni servono più che a venti — per le ossa, per la forza, per come ti alzerai da una sedia fra vent'anni. E tornare a piacersi non è vanità: è una delle cose più serie che ci siano.
chi lavora e non ha un'ora libera
Turni, riunioni, casa, figli, la spesa. Il tempo non si crea: si sceglie dove metterlo. Tre sedute da cinquanta minuti, o due fatte bene, con la versione da venticinque per le settimane che saltano in aria. Un piano che non entra nella tua settimana non è un piano, è un rimprovero settimanale.
chi vuole partire dalla testa
Prima di cambiare qualunque cosa vuoi capire perché ci provi da dieci anni e non regge mai. Si può fare, e si fa dal primo lunedì: il quaderno parte insieme alla scheda. Qui il lavoro sul pensiero non è il regalo in omaggio, è metà del percorso.
chi vuole ritrovare la propria femminilità
Ti sei persa da qualche parte tra le cose da fare, e non ti riconosci più in come cammini, in come ti vesti, in come ti guardi allo specchio la mattina. Non c'entra la taglia: è tornare a sentirsi a casa nel proprio corpo, e la forza è una delle strade più rapide che conosco per arrivarci.
chi ha provato tutto
Diete, applicazioni, challenge di ventuno giorni, abbonamenti pagati e mai usati. Ti sei convinta che il problema sei tu. Non lo sei: erano piani costruiti per una vita che non è la tua, e la costanza non è un tratto del carattere — è quello che succede quando la cosa da fare è sostenibile.
chi riparte dopo uno stop
Un infortunio, una malattia, un anno storto. Il corpo che ricordi non è quello di adesso, e ogni confronto con "prima" ti toglie la voglia di cominciare. Si riparte da dove sei oggi, perché è l'unico posto da cui si possa davvero ripartire.
chi ha già il corpo che voleva
Da fuori sembra che tu non abbia motivo di lamentarti, e questo ti toglie pure il diritto di dirlo. Intanto la bilancia decide come ti sveglierai e lo specchio non basta mai. Questa la conosco da vicino, perché è la mia: finché è il numero a darti il voto, non esiste nessun risultato che basti.
Se ti sei riconosciuta in una di queste, scrivimi. Se non ti sei riconosciuta in nessuna, scrivimi lo stesso — le caselle le ho scritte io, la tua storia la sai tu.